Collezione Armani Jeans
La collezione Uomo di Giorgio Armani per la Primavera/Estate 2009 è un incontro di culture, una contaminazione di gusti ed un gioco di contrasti che riescono a creare un equilibrio tra giacche quasi formali e leggeri e confortevoli pantaloni di shantung.
In questa contrapposizione di stili, la giacca è sempre destrutturata, ma perfettamente costruita. Le lavorazioni variano dal Principe di Galles al gessato, con tessuti in apparenza tradizionali che sottolineano una struttura rigorosa.
Le giacche si portano su gilet a doppiopetto, camicie a volte sciolte e fuori dai pantaloni, leggere chemises all'orientale, pantaloni light all'indiana, alla balinese, alla malese, a volte stampati, ma sempre di ricche dimensioni.
Anche l'abito più tradizionale di Giorgio Armani cambia forma, con pinces che rendono sottile il bacino e la gamba che si restringe leggermente verso il fondo, dando slancio alla figura; tale effetto è accentuato anche dalle nuove dimensioni della giacca, leggermente più corta e sottile. Della cintura si può fare a meno, perché la cravatta può essere annodata in vita con apparente casualità.
La maglieria, che può diventare una giacca con il relax del cardigan, ha un aspetto fuso che ricorda la stuoia ed il carpet. Le sciarpe appena appoggiate sulle spalle possono donare movimento e portamento.
Tra i colori spiccano sfumature insolite con un verde quasi grigio, un grigio che vira al beige, il mastice, il corda, un tocco violaceo ed uno di ruggine, tutti fusi ed ammorbiditi per dare alla collezione una dimensione estetica più intensa ed emozionale.
Ai piedi spiccano scarpe di rettile, coccodrillo e stuoia intrecciata, ma anche stringate d'ispirazione orientale, molto leggere al passo e con una forte ispirazione indiana.
In questa contrapposizione di stili, la giacca è sempre destrutturata, ma perfettamente costruita. Le lavorazioni variano dal Principe di Galles al gessato, con tessuti in apparenza tradizionali che sottolineano una struttura rigorosa.
Le giacche si portano su gilet a doppiopetto, camicie a volte sciolte e fuori dai pantaloni, leggere chemises all'orientale, pantaloni light all'indiana, alla balinese, alla malese, a volte stampati, ma sempre di ricche dimensioni.
Anche l'abito più tradizionale di Giorgio Armani cambia forma, con pinces che rendono sottile il bacino e la gamba che si restringe leggermente verso il fondo, dando slancio alla figura; tale effetto è accentuato anche dalle nuove dimensioni della giacca, leggermente più corta e sottile. Della cintura si può fare a meno, perché la cravatta può essere annodata in vita con apparente casualità.
La maglieria, che può diventare una giacca con il relax del cardigan, ha un aspetto fuso che ricorda la stuoia ed il carpet. Le sciarpe appena appoggiate sulle spalle possono donare movimento e portamento.
Tra i colori spiccano sfumature insolite con un verde quasi grigio, un grigio che vira al beige, il mastice, il corda, un tocco violaceo ed uno di ruggine, tutti fusi ed ammorbiditi per dare alla collezione una dimensione estetica più intensa ed emozionale.
Ai piedi spiccano scarpe di rettile, coccodrillo e stuoia intrecciata, ma anche stringate d'ispirazione orientale, molto leggere al passo e con una forte ispirazione indiana.
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