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Armani jeans

I maggiori stilisti internazionali da un paio di decenni non disdegnano di legare il proprio nome a quello che è nato come un indumento da lavoro per poi diventare a partire dagli anni ’50 un simbolo di ribellione per i ragazzi del mondo occidentale, grazie soprattutto a miti del cinema USA. Armani Jeans oggi è uno dei marchi più in vista della s.p.a. creata dal famoso stilista italiano.
Storia Jeans
Tutti conoscono in linea di massima la storia del Jeans, inteso come pantalone, si tratta di una storia molto americana, ci sono tutto gli elementi che ci si aspetterebbe: un immigrato (dalla Baviera) che va in America, e il paese giovane e pieno di opportunità gliene dà una che grazie al suo acume coglie al volo. La parola Jeans deriva dal francese genes che vuol dire Genoa in riferimento alla tela con cui erano fatti i pantaloni dei marinai di colombo. Quello che si sa di sicuro è che Levi Strauss, questo il nome dell’immigrato, dopo essere approdato a New York si spostò sulla costa ovest dove vendeva tende per guadagnarsi da vivere. Ci sono un paio di versioni in una è lui stesso che vedendo gli abitanti del posto sempre in giro con pantaloni stracciati ha l’idea di usare quel tessuto così grezzo e resistente che usava per le tende per far confezionare pantaloni, secondo un' altra versione i minatori del posto iniziarono a confezionarsi da soli dei pantaloni da lavoro con quel tessuto e Levi appena se ne accorse cominciò a farlo industrialmente.
Durante il ventesimo secolo la storia del Jeans cambia grazie al cinema che fa indossare questo indumento a miti molto amati dai giovani, anche per i connotati di ribellione dei loro personaggi, come James Dean e Marlon Brando. L’indumento verrà adottato anche dai giovani hippy protraendo la sua fortuna tra i giovani fino agli anni ’70. A questo punto anche le case dell’abbigliamento firmato che stavano andando verso un futuro di s.p.a. non potevano ignorare il fenomeno. Questo ha portato a una nuova rivoluzione nel mercato del Jeans, le griffe creano pantaloni realizzati con quel tessuto non rinunciando a una ricerca stilistica nelle linee con cui li disegnano e questo porta ad avere dei capi di Jeans con uno stile e una fascia di prezzo molto diversi dal passato che interessano una nuova fascia di pubblico.
Giorgio Armani, che da tempo produce moda elegante ma è anche molto vicino al mondo dello sport e quindi ai giovani e di conseguenza al casual, con la trasformazione del marchio in una s.p.a. a metà degli anni ’70 e il lancio di nuove linee ne lancia una dedicata al casual: la Armani Jeans.
Armani Jeans
Armani Jeans non vuol dire solo Jeans, la parola Jeans non va intesa come il nome di un tipo di tessuto ma come sinonimo di casual, informale e giovane, infatti la famosa griffe usa questa linea per sperimentare sempre nuovi materiali e soluzioni. Basta dare un’occhiata alle foto delle collezioni sul sito Armani Jeans per rendersi conto che le collezioni della linea Armani Jeans continuano un indirizzo stilistico che è già stato presente nello stile Armani, il mescolare elementi della moda maschile e femminile creando capi per uomo dal gusto androgino e capi per donna mascolinizzati, da questo punto di vista il casual dove la differenza fra capi maschili e femminili è sicuramente più sfumata è campo di azione naturale per Armani. La creazione del marchio Armani Jeans insieme a quello di Emporio Armani sarebbe servita anche a dividere la produzione della griffe in fasce di prodotti di prestigio differente, il che ha permesso di mantenere in Italia la produzione solo del marchio di lusso Giorgio Armani e delocalizzare in altri paesi la produzione delle linee meno prestigiose.
Sarebbe però semplicistico ridurre solo a questo il significato del marchio Armani Jeans, a dimostrazione di quanto oggi per le grandi griffe, che si sono dotate di una struttura industriale, sia non trascurabile anche la fascia di clientela interessata a questi prodotti, la decisione di chiamare proprio Armani Jeans la squadra di basket di Milano appena acquistata, ribadendo l’interesse personale di Armani per lo sport che si era concretizzato nel vestire atleti olimpici e recentemente nel disegnare le divise della squadra di rugby di cui è coproprietario l’amico attore Russell Crowe ed evidenziando ancora una volta la connessione tra sport e moda casual e giovane.
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